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La fisarmonica è composta da un numero altissimo di dettagli, e una corretta manutenzione è indispensabile per il suo funzionamento.

Molte parti dello strumento sono in legno, che è un materiale “vivo”, e risente dei continui cambiamenti di umidità e temperatura che di volta in volta si presentano. Inoltre, essendo la fisarmonica uno strumento portatile, non è raro che si trovi ad affrontare cambiamenti di ambiente anche repentini ed estremi, che possono influire anche significativamente nel funzionamento e nel suono.

Specialmente i fisarmonicisti professionisti viaggiano molto e trasportano lo strumento in automobile, in treno e in aereo. Proprio il trasporto aereo è il problema più grande, perché molto spesso non c’è altro modo che inviarlo come bagaglio da stiva, e nei viaggi molto lunghi lo strumento rimane per molte ore a temperature molto basse.

È bene che uno strumento che è stato esposto a temperature molto basse, prima di essere utilizzato, rimanga per qualche ora in un ambiente a temperatura e umidità normali; e magari, prima di suonare, aprire completamente e richiudere il mantice più volte usando la valvola dell’aria, in modo da cambiare l’aria presente all’interno e ridurre la presenza di eventuali tracce di condensa.

le voci

Le ance sono d’acciaio armonico, e se sono sollecitate con molta forza, specialmente a temperature molto fredde, possono anche spezzarsi.

Le ance sono rivettate o avvitate su un piastrino di duralluminio o ottone; le valvole che ne ottimizzano l’azione tra apertura e chiusura del mantice sono di pelle naturale o di plastica di vari spessori e dimensioni, con delle molle, dette “contropelli”, di metallo o di plastica. Le voci, che comprendono sempre due ance contrapposte, sono installate con cera o con chiodi o viti su somieri di legno.
Come è ovvio, ognuno di questi materiali si comporta in modo diverso a seconda delle variazioni di temperatura e di umidità, e questo nella fisarmonica incide molto di più che in altri strumenti, anche perché il mantice aspira grandi quantità di aria.

Negli strumenti dove le voci sono installate con cera è molto importante evitare condizioni di temperatura molto alta. La cera ha una temperatura di fusione abbastanza alta, ma molto prima si “ammorbidisce”. Se si suona in quel momento, le vibrazioni potrebbero modificare impercettibilmente la posizione del piastrino e l’accordatura ne risentirebbe. Può succedere comunque che, nel caso lo strumento venga dimenticato ad esempio in automobile d’estate, la temperatura salga a tal punto da sciogliere la cera, con conseguente “caduta” delle voci, il che necessiterebbe di un servizio tecnico molto complesso e costoso di pulitura, eventuale sostituzione di un gran numero di pelli, montaggio e accordatura.

Un ambiente polveroso o molto umido può provocare il blocco di qualche ancia, specialmente negli strumenti di alta qualità, dove il profilo dell’ancia è molto preciso nella sede, in cui vibra, della placca di duralluminio o di ottone. È importante capire che più le voci sono di alta qualità (estremamente precise) più è probabile, specialmente da nuove, che si blocchino nella loro sede. A volte è possibile che il problema si risolva da solo, ma qualche volta è necessario aprire lo strumento per sbloccare l’ancia, operazione di per sé molto semplice ma che necessita di competenza.

Se lo strumento rimane inutilizzato per qualche tempo in un ambiente umido, può succedere che le pelli, o i “ventilli” di plastica, rimangano attaccati all’allumino, e l’ancia corrispondente non funzioni bene. Anche in questo caso, spesso il problema sparisce con l’utilizzo regolare, ma a volte è necessario aprire lo strumento e “staccare” la pelle; anche questa è una operazione che necessita di competenza, benché molto semplice da eseguire.

i registri (destra e sinistra) e le mentoniere

Le mentoniere sono un accorgimento meccanico che è ormai divenuto indispensabile ai musicisti. Bisogna avere cura di non urtarle, specialmente durante il trasporto all’interno di uno zaino. Infatti può succedere che un urto accidentale faccia forza contemporaneamente su due o più mentoniere, e il risultato è che le lamine del sistema dei registri vengano forzate. Anche una piccolissima deformazione di una di queste lamine può provocare il non corretto funzionamento di diversi registri, perché una o più voci non “si chiuderanno” bene. Lo stesso problema si può presentare anche per i registri della mano sinistra.

Molti inesperti in questi casi credono di avere lo strumento stonato, mentre una semplice regolazione del sistema dei registri elimina il problema. Naturalmente questa operazione può essere condotta solo da un tecnico competente.

la meccanica dei bassi

La meccanica dei bassi è una meravigliosa opera di “ingegneria artigianale”, specialmente quella dotata di convertitore. Inevitabilmente è soggetta ad usura; sono talmente tante le parti in gioco che con il passare del tempo vari componenti mutano e certi meccanismi acquisiscono un po’ di giogo. Tutto ciò è perfettamente normale: come tutti gli strumenti musicali con componenti meccaniche la fisarmonica ha bisogno di assistenza e di manutenzione.
C’è una cosa importante da capire in alcune meccaniche con convertitore: non premere mai il convertitore mentre sono premuti uno o più bottoni dei bassi. Questo potrebbe provocare il disallineamento di alcuni elementi meccanici (si sentirebbero delle note suonare da sole) e l’unico modo per rimetterli in sede è aprire il coperchio della meccanica. Anche questa è una operazione molto semplice, ma che necessita di competenza.

Molti musicisti imparano da soli a fare i piccoli interventi più comuni, ma è necessario almeno una volta l’anno programmare una revisione specializzata. Questo, ovviamente, se si vuole avere lo strumento in condizioni ottimali; altrimenti in genere una buona fisarmonica può essere utilizzata per parecchi anni senza interventi, accontentandosi di una condizione discreta.

l’accordatura

L’accordatura della fisarmonica è quanto di più complesso si possa immaginare. In uno strumento da concerto ci possono essere quasi 900 ance, e l’accordatura finale deve essere fatta, per ognuna, solo quando sono già dentro lo strumento. Quando si estrae il somiere per “limare” l’ancia, la frequenza e il suono sono completamente diverse da quando la stessa è all’interno dello strumento. Perciò l’accordatore quando agisce sull’ancia deve sapere, per esperienza, come la sua azione modificherà suono e frequenza una volta che sarà dentro lo strumento. E questo per ognuna delle 900 ance.
Variazioni di temperatura e di umidità, ma anche semplicemente l’uso normale, rendono necessaria una buona accordatura almeno una volta l’anno, se si vuole avere lo strumento in condizioni ottimali. È evidente che tale operazione può essere fatta solo da un accordatore di grande esperienza, perché anche se è abbastanza semplice capire i fondamenti fisici dell’operazione, è invero molto lungo e complesso acquisire l’abilità necessaria.